池田 理代子

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Incontrando Riyoko Ikeda

Domenica 07 giugno 2015 ascoltando e parlando con Riyoko Ikeda

La seconda giornata in compagnia di Riyoko Ikeda a Bologna si apre con il  concerto presso il Museo della musica che vedrà eseguire a  Riyoko Ikeda (soprano), Yoshitaka Murata (baritono) e Nicoletta Conti (pianoforte) pezzi del repertorio classico italiano e pezzi del repertorio classico giapponese.

di seguito il programma:

Prima parte

Riyoko Ikeda: "Casta Diva" da Norma - Vincenzo Bellini
Yoshitaka Murata: "Non più andrai farfallone amoroso" da Le Nozze di Figaro - Wolfgang Amadeus Mozart
Riyoko Ikeda: "Eccomi in lieta vesta" dal Capuleti e Montecchi - Vincenzo Bellini
Yoshitaka Murata: "Di Provenza il mar il suol" da La Traviata -Giuseppe Verdi
Riyoko Ikeda: "Ave Maria"- Pietro Mascagni


Seconda parte

Yoshitaka Murata: "Hanabe no uta" - Narita Tamezou
Riyoko Ikeda: "Yoimachigusa" - Tadasuke Ono
Yoshitaka Murata: "Aoba no fue" -Torazou Tamura
Riyoko Ikeda: "Hatsukoi" -Tatsunosuke Koshitani
Yoshitaka Murata: "Koh-gioh no tsuki" - Rentaro Taki
Riyoko Ikeda: "Narayama" - Kosaburo Hirai
Riyoko Ikeda e Yoshitaka Murata: "Sakura" - Anonimo

Bis

Riyoko Ikeda e Yoshitaka Murata: "Mata au hi made" - Kiyohiko Ozaki
Riyoko Ikeda e Yoshitaka Murata: "Sen no Kaze ni natte" - Mary Elizabeth Frye e Aran Man

Concluso il concerto che l'ha vista protagonista, Riyoko Ikeda si è fermata con i proprio fan per una breve chiacchierata. Con lei Valeria Arnaldi (scrittrice).

Valeria Arnaldi (V.A.): Che effetto le fa fa scoprire e vedere che il personaggio di Oscar è ancora così attuale dopo 40 anni?

Riyoko Ikeda (R.I.): Sono passati ormai 42 anni da quando ho creato "Le Rose di Versailles",all'epoca avevo solo 24 anni e non avrei mai potuto immaginare che il mio manga avrebbe attraversato così gli anni e che voi avreste continuato a leggere questa opera. Tutto questo è per me fonte di grande gioia perché non avviene solo in Italia, ma anche n Francia, Germania, Sud-Est Asiatico. E' stato tradotto in tantissime lingue e amato in tantissime lingue e io non posso che provare felicità.

V.A.: Lei una volta ha detto che lavorare su "Le Rose di Versailles" è stato un modo per dire alle donne che si poteva fare e avere di più, mentre oggi le sembra che le ragazze vogliano ritornare a fare le casalinghe. Pensa che la lezione di Oscar non sia stata capita?

R.I.: Senza dubbio 42 anni fa quando diedi vita a quest'opera, erano tantissime le donne che mi sostenevano e che erano come me convinte che le donne potevano avere un loro lavoro, una proprio indipendenza e che potevano avere una vita come la volevano. Quando alla donna è stata data la possibilità di fare una scelta, molte hanno deciso di diventare delle casalinghe a tempo pieno.

Io credo che quello che sia importante è che la donna abbia la possibilità di scegliere e vivere la propria volontà, obiettivi e il proprio significato di vita.

V.A.: Più volte, anche recentemente è tornata ad occuparsi di Oscar, che futuro vede per "Le Rose di Versailles"?

R.I.: Il futuro de "Le Rose di Versailles" potrebbero non limitarsi alla figura di Oscar. I personaggi di cui voglio continuare a parlare sono tantissimi. Io amo tutti i personaggi di questo manga, inclusi quelli cattivi e mi piacerebbe scrivere una storia per ognuno di questi.

V.A.: Quale sarà allora il prossimo protagonista di questa fase?

R.I.: Mi piacerebbe ritornare a parlare di Rosalie, di quello che è stato il suo proseguo dopo il complotto alla vita di Napoleone da parte del marito, Bernard, e Alain.

Nel ringraziarla per la disponibilità e per il suo lavoro, Valeria Arnaldi passa la parola al pubblico e alle loro domande.

D: C'è stato un giorno in cui in questi 42 anni la maestra Ikeda si è trova a dire "Basta Oscar!"?

R.I.: Assolutamente no! [ridendo].

Negli anni, grazie all'incredibile numero di persone che hanno letto "Le Rose di Versailles" nel mondo sono sempre cresciute e questo mi ha permesso di venire insignita di un'onorificenza in Francia e come molti di voi sapranno a un certo punto della mia vita mi sono presa una pausa dai manga per dedicarmi agli studi di musica al conservatorio e in quel periodo chi mi ha finanziato è stata proprio Oscar!

Molto spesso mi viene chiesto "Com'è riuscita a scrivere un'opera del genere così giovane", ecco io stessa non so ancora come abbia fatto, quello che so di sicuro è che il personaggio di Oscar e quello di Maria Antonietta sono estremamente profondi e vorrei scavare ancora più a fondo nella loro personalità.

D: Volevo sapere se oltre a "Le Rose di Versailles", ha scritto altri manga che magari non sono arrivati in Italia.

R.I.: Assolutamente sì, ne ho creati tantissimi altri dopo e posso dirti che la maggior parte di essi ancora non sono stati tradotti.

D: Com'è nato l'interesse per la storia europea e la figura di Maria Antonietta.

R.I.: Questa è una cosa che mi piace sottolineare ogni volta. Mi trovavo al liceo e durante le vacanze estive ci fu dato come compito di leggere la biografia di Maria Antonietta a cura di Zweig.

D: Rapporto ha Riyoko Ikeda con gli adattamenti del suo manga, anime, film e opere teatrali.

R.I.: Gli adattamenti a "Le Rose di Versailles" sono delle opere derivate a quella originale, opere a parte.

D: Quanta identificazione c'è in Oscar di lei?

R.I.: Una delle ragioni per cui Oscar è un soldato deriva dal fatto che mio Nonno lo è stato. La presenza dell'esercito nella sua vita è qualcosa che sentivo vicino a me. Posso quindi dire che in Oscar ci sono dei tratti di carattere di mio Nonno.
Per quello che riguarda me, Oscar ha fatto le mie veci, il mio modo di pensare. Io stessa voglio vivere una vita in cui non avere mai rimpianti e spezzarmi per volontà che non sono le mie e poter così vivere appieno fino alla fine.

Con quest'ultima domanda si conclude questa giornata in compagnia di Riyoko Ikeda e questa nuova sua visita ufficiale in Italia.

 
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