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a cura di Lady Margareth



Caterina Sforza
( 1463-1509 ) era figlia illegittima di Galeazzo Maria Sforza.

Sin da giovane si trovò al centro delle feroci lotte di potere che insanguinarono il '400 italiano, ma ne uscì sempre a testa alta dimostrando grandi abilità belliche e capacità organizzative, dando del filo da torcere a molti uomini d'armi, tra cui, il più famoso, Cesare Borgia.

Caterina si dedicava inoltre alla caccia e aveva ricevuto, come era uso all'epoca, la stessa istruzione dei fratelli maschi, approfondendo sia le materie umanistiche che quelle scientifiche.

Sposata a Girolamo Riario, Signore di Imola e Forlì, condusse inizialmente a Roma una vita di lusso e di agi, all'ombra del Papa Sisto V, zio del marito.

Alla morte del Papa, Roma precipitò nel caos e Caterina diede prova per la prima volta del suo carattere bellicoso, difendendo da sola Castel Sant'Angelo, di cui il marito era governatore.

Con l'elezione di Innocenzo III, Papa a loro avverso, i coniugi Riario furono costretti a lasciare Roma e tornare a Forlì, dove trovarono malcontento sia da parte del popolo che della nobiltà a causa di una grave situazione economica.

La famiglia loro rivale, quella degli Orsi riuscì ad organizzare una congiura contro di loro. Rimasta vedova, Caterina, nonostante i figli fossero stati presi in ostaggio, rifiutò di arrendersi e si barricò invece nel castello, riuscendo così a mantenere tutte le sue proprietà e il titolo.

Diventata reggente per conto del figlio Ottaviano si vendicò degli assassini del marito, saccheggiando le loro case e uccidendo i congiurati e i loro parenti ( si comportò nello stesso modo quando anche il suo secondo marito fu ucciso in un agguato ), successivamente si dedicò al governo del suo piccolo Stato, facendone un'oasi fiorente e pacifica.

Alla morte di Innocenzo III e con l'elezione di Rodrigo Borgia, la cui famiglia mirava ad assumere il potere su tutta la penisola, l'Italia si ritrovò nuovamente in guerra.

Caterina, di nuovo sola, dopo la morte anche del terzo marito, non si perse d'animo e di fronte all'avanzata dell'esercito pontificio, comandato dal terribile Cesare Borgia, organizzò e sostenne personalmente l'assedio di Imola e poi di Forlì, dove riuscì a difendere la rocca per quasi un mese, dal 19 dicembre 1499 al 12 gennaio 1500.

Caterina combatté in prima fila, con la spada in mano e si guadagnò il titolo di Tygre.

Furono moltissimi gli epigrammi e le ballate composte in suo onore in tutta la penisola.

Infine dovette cedere ad un bombardamento durato 6 giorni e fu condotta prigioniera a Castel Sant'Angelo con l'accusa di aver voluto avvelenare il Papa.
Dopo una prigionia di un anno e mezzo, poté trasferirsi a Firenze, ricongiungendosi con i suoi figli e qui si dedicò soprattutto agli studi, fra cui esperimenti di alchimia.

Morì nell'aprile 1509 per le complicanze di una polmonite.
 

 
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